Giordania – Day 7

La luce dell’alba filtra tra le pesanti coperte sotto le quali abbiamo dormito.
Fa freddo. Ho dormito con jeans, calze, maglietta e felpa, oltre a due spesse coperte.
La luce dell’alba si riflette sulle rocce attorno a noi, ma non ha ancora raggiunto direttamente il nostro campo, che è al riparo in una insenatura naturale.
Ci svegliamo lentamente tutti in silenzio. Le rocce in lontananza illuminate al mattino sembrano più fresche, ma è solo una illusione.
In attesa della colazione vado a recuperare un po’ di sabbia come ricordo.
Entriamo nella tenda per la colazione che fuori fa ancora fresco e ne usciamo che il sole ha raggiunto il campo e fa molto più caldo.
Nel giro di poco riprendiamo le jeep per uscire dal deserto, facendo una strada diversa da quella di ieri. Il deserto alla luce del mattino è possente. Trasmette una sensazione di forza e di magnificenza. Sarà qui quando noi non ci saremo più, quando i nostri figli e i figli dei nostri figli non ci saremo più.

Non so più che parole usare per rendere una idea adeguata, per cui mi fermo qui.
Vorrei poter stare qui di più, vederlo di più, viverlo di più, più intensamente.

Usciamo dalla riserva e riprendiamo il pulmino. Ci dirigiamo “Ad Aqaba!!!” ( Frase culto di questo viaggio, tratta dal colossal Lawrence D’Arabia).
Qui ci aspetta un giorno e mezzo di mare e relax, sulle sponde del Mar Rosso, a bordo di una barca dove mangeremo, faremo snorkeling, faremo festa.
Ci atteniamo strettamente al piano: la barca è uno splendido motoscafo a due piani, con personale che cucina e ci fornisce maschera e pinne.
La barca è tutta nostra. Ed è decisamente grossa. Quasi subito salta fuori musica occidentale e vinello, la festa ha inizio.

Facciamo snork in tre punti molto belli. Cerco di recuperare le nozioni di apnea che avevo imparato alle Tremiti e mi metto alla prova quando ci portano a vedere un relitto affondato.
Non sono allenato, ma sono molto orgoglioso della mia prestazione. Sono riuscito a scendere al relitto, un peschereccio affondato a 100 metri dalla costa quasi 75 anni fa.
I fondali del Mar Rosso sono splendidi come li descrivono. Penso a Jules Verne e alle 20.000 leghe sotto i mari, quando descriveva le decine e decine di pesci presenti nel mare. Ce ne sono tantissimi qui, tutti diversi. Adesso capisco perché la parte del Mar Rosso l’ho odiata così tanta… Se li ha elencati tutti saranno stati almeno 10 pagine di nomi scientifici..

La giornata in barca è stupenda. Ci divertiamo, ci rilassiamo, proprio quello che ci voleva alla fine della vacanza, soprattutto per riequilibrare l’abbronzatura e far sparire l’effetto muratore accumulato nei giorni precedenti.

La sera usciamo a cena e poi a bere un cocktail. È la nostra ultima serata (domani probabilmente faremo l’after avendo l’aereo alle 2.30 del mattino) e dato che nel locale fanno musica, ci mettiamo da buoni italiani, a ballare e fare un po’ di cagnara.

Arriviamo all’albergo verso mezzanotte.
Da domani incomincia il rientro.

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