Cambogia – Day 2

Atterriamo a Bangkok e ci accodiamo alle altre decine di persone per prendere il visto. In aeroporto ci sono un sacco di pubblicità di prodotti di bellezza. Non ho mai notato se anche da noi fosse così, ma qui mi salta proprio all’occhio. Quando usciamo all’aperto, il cambio di clima si sente subito: c’è il sole e fa caldo, non di quello che ti entra lentamente nelle ossa ancora abituate all’inverno padano, ma di quello che schiaffa subito di umido e inizi a sudare. Da lontano sento la voglia di andare al mare che avanza. Forse un paio di giorni in spiaggia li potevamo infilare nel programma, ma ormai è andata. Saliamo a bordo di una coppia di comodi pulmini e ci dirigiamo a Aranyaprathet sul confine Cambogiano.

La Thailandia non sembra male dai finestrini. Cambia aspetto più volte mano a mano che ci avviciniamo al confine. Passa dall’essere simile al nostro sud, con arbusti bassi e secchi, per poi diventare verde e più rigogliosa, con pianure che si perdono in lontananza. Sembra che soffi anche un po’ di vento, tanto da trovare dei venditori di aquiloni colorati di rosso, giallo e arancione lungo la strada.

Arrivano le cinque del pomeriggio e la luce inizia a cambiare. Chissà perchè mi immaginavo giornate più lunghe. Capisco che il tramonto sta arrivando e si rivela caldo e malinconico.

Arriviamo ad Aranyaprathet che sono le sette di sera passate. Ormai è buio e questo dona al passaggio di frontiera un che di losco. Ci sono due grossi archi lavorati e colorati che rappresentano l’uscita di un paese e l’ingresso nell’altro. Dopo aver ottenuto il visto, siamo ufficialmente in Cambogia.

Prendiamo un altro pulmino che ci porterà a Battambang dove dormiremo. A causa dell’ oscurità non riesco a vedere il paesaggio circostante. Il conducente ci porta  amangiare in un posto che conosce (strano… fanno tutti così…). Qui provo il primo piatto Cambogiano della vacanza. Si chiama Mok, è una specie di zuppetta di carne, speziata e abbastanza piccante che si mangia accompagnata con del riso al vapore. Non è una goduria, ma ho una fame da lupi e la spazzolo al volo. Solo poi scoprirò che in realtà il piatto si chiama Amok e che nel resto della Cambogia lo cucinano meno piccante, diversamente speziato e che quello di pesce è una autentica leccornia. Il mio piatto preferito Cambogiano.

Ripartiamo che ci manca ancora una ora a Battambang. La cena ci fa collassare tutti in un sonno profondo, per cui questa parte del trasferimento risulta perfetta.

Arriviamo alle 23. In giro non c’è nessuno. Per essere la seconda città della Cambogia, sembra una città fantasma, ma va bene così. Nessuno ha voglia di uscire. Si va in branda!

Buonanotte!

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