Apatya

Apatya di Matteo Pigoli e’ la prima delle pubblicazioni che ho recuperato a Lucca Comics 2016.

Apatya parla di un ragazzo che decide di farsi espiantare le emozioni perché a causa loro soffre troppo e non riesce ad andare avanti a vivere bene la sua vita. Soffre di quel male di vivere che ti può colpire a vent’anni quando una relazione importante, nella quale ti eri perso, crolla trascinando via ogni parte di te. Quando Jovanotti negli anni ’90 scriveva “Vorrei passare dai 20 ai 30 per non subire questa tortura, il primo amore, la prima casa, dover vestire questa armatura”, secondo me si riferiva a situazioni come questa.

Situazioni che conosco e nelle quali mi sono immedesimato subito.

C’è dell’autobiografico, magari non nei fatti, ma nelle emozioni provate. Ci sono riflessioni molto belle, che dimostrano come si sia fermato ad analizzare ciò che ha provato, nel bene e nel male. Io personalmente ci vedo del terapeutico in questo fumetto. Magari non per il lettore, ma per l’autore. Un ragazzo che ha sofferto ed è rimasto a lungo accartocciato immobile su questo dolore senza riuscire ad uscirne, ma capendone e analizzandone in un loop senza fine le varie cause, sfaccettature, e trovano poi nel realizzare questo fumetto la strada per rialzarsi e rimettersi in gioco.

È come cadere la prima volta. Devi capire come si fa a rialzarsi, devi trovare il tuo modo e ci metti del tempo. Poi le prossime volte saprai già farlo e sarà più facile.

Spero solo di non dover aspettare la prossima batosta emotiva prima di vedere un altro lavoro di Matteo.

Aggiungiamo una nota tecnica. Il tratto del disegno è abbastanza carico, nervoso e aggressivo. Si sposa quindi bene con il tema. L’uomo non reagisce bene al dolore. Spesso lo fa proprio in maniera aggressiva, magari non esternandolo, quindi da fuori non si vede, ma è così.

In conclusione, io nel leggere Apatya mi sono ritrovato di fronte al me stesso dei 23 anni. Ferito, smarrito e sopraffatto. Immerso in un tunnel di sofferenza dalla quale non sapevo uscire. Mi ha fatto male leggere Apatya, ma mi ha fatto anche bene, perché oggi, 10 anni dopo, so che sono in grado di rialzarmi da solo quando cado. Quindi qualunque altra sofferenza mi riservi il futuro, che si faccia sotto, perché non mollo e sono pronto a tirarmi in piedi e andare avanti ancora una volta. A testa alta.

Bravo Pigo, bella prova!

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