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Recentemente mi sto interrogando se sia giusto il metodo di funzionamento delle università italiane. Non posso parlare a titolo personale, visto che la Unicatt mi offre un servizio eccellente al momento, ma ho comunque un fratello e una fidanzata invischiate nella Università Pbblica (ricordate la Moratti della Cortellesi?).
In particolare mi interrogo sulla figura dei professori. La cattedra universitaria offre al professore la possibilità di essere contattato come consulente o altro in millemila lavori, ben remunerati, ma che richiedono un notevole dispendio di tempo. Problema è che spesso i professori rubano questo tempo alle lezioni, ai ricevimenti, agli esami; costringendo il povero studente a vedersi spostate le date e i luoghi degli esami e delle lezioni.
Qui poi si può sommare la disorganizzazione della università, che non comunica gli studenti le variazioni di corsi e esami in tempo, che sovrappone le ore dei corsi ( e ciò è inaccettabile e va contro il buon senso se avviene con i corsi del piano studi proposto dalla università stessa).
Ora la mia domanda è: se l’università offre un servizio (pubblico nel caso), e lo studente paga per quel servizio, e l’università non lo eroga in maniera adeguata, lo studente non dovrebbe avere diritto a un risarcimento?
Se pago le bollette dell’acqua e questa non mi viee fornita, io ho diritto a un risarcimento…
La situazione dei professori sarebbe facilmente risolvibile, se l’università usasse il pugno di ferro. Se il professore non garantisce la sua presenza a lezione a ricevimento e agli esami, l’università gli toglie la cattedra… è semplice. Questo obbligherebbe il professore a fare il suo lavoro, per mantenere la cattedra che gli permette gli agganci per altri lavori esterni all’università. Il servizio viene garantito, al professore viene permesso comunque di fare lavori esterni.

La vita di tutti i giorni è spesso frenetica e pochi sono i momenti che si possono dedicare alla lettura, spesso lasciata alla sera prima di addormentarsi. Ma tutti possono ritagliarsi un’altro prezioso momento. La seduta al bagno.
Si possono leggere riviste, fumetti, libri. Ma non credo esista una letteratura pensata appositamente per il bagno… un formato, una suddivisione in paragrafi adatta a questi momenti… forse è per questo che fumetti e riviste si prestano meglio.
Avevo visto un libro… mi pareva fosse “Il trono del sapere” o una cosa simile, che proponeva diversi aneddoti e informazioni, con tanto di durata di lettuara, appositamente studiata per il luogo…
Indovinate dove ho avuto queste illuminanti riflessioni…. ^_^

Penso di poter dire che la pausa è finita. L’ultimo post risale ancora al 2008, per cui inizio con un bel Buon Anno!
Credo che l’entrata in campo di Facebook abbia in qualche modo risucchiato la mia voglia di scrivere sul blog. Non so perchè. Una mancanza nel noto social network è proprio della possibilità di un blog; luogo tranquillo e rilassato dove esporre le proprie idee, lontanti dal caos di aggiunte, tag, e approvazioni.
Facebook mi ha stancato, e sebbene io rimanga e accetti le amicizie, mi sono stufato delle continue cazzate che propone. Rimango anche per amministrare e gestire la pagina del Centro Fumetto, certo. ^_^
Ora è meglio dormire. La sera è facile fare pensieri brutti, domani giungerò a un post migliore. Buonanotte blog!
