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“Le ragazze sono tornate” è una frase che nelle ultime settimane ho visto e sentito ovunque, alla tele, alla radio, sulle riviste, siti internet, ecc. Carrie, Charlotte, Miranda e (la mitica) Samantha hanno ripreso a tacchettare (termine preso dal diavolo veste prada) sui marciapiedi di New York per il film più atteso dell’anno. Io sono capitato, per caso, a vedere il primo spettacolo a Cremona e mi sono ritrovato ad essere uno dei cinque uomini della sala, di cui ero uno dei due etero e dei quali l’unico interessato al film e non a compiacere la morosa.
Innanzitutto un monito a tutti coloro che vogliono vederlo: assicuratevi che intorno a voi non ci siano gay, gruppi di donne di mezz’età o ragazzine troppo giovani; essi tenderanno tutti a fare commenti in continuazione su scarpe, gioielli, vestiti, comportamenti dei personaggi… Se beccate l’unico altro etero che è lì per compiacere la morosa, salutatelo con un sorriso, sarà felice del conforto che gli date.

Il film dura due ore e mezza. Si, praticamente un colossal, ma la lunghezza quasi non si percepisce, quasi. La storia ovviamente non ve la dico, sennò rovino le attese, ma comunque state tranquilli che non muore nessuno, e i gossippari hanno capito ^_^.
Passare da un telefilm a un film vuol dire fare le cose in grande, quindi via con vestiti mooolto fastosi, griffe moolto importanti, negozi mooolto cari di NY, ecc. Passare ad un film significa anche fare una scelta: rimanere sullo stile del telefilm, riuscendo così a soddisfare alla grande il pubblico di fedelissimi (forse meglio dire fedelissime), oppure cercare di acchiappare più pubblico possibile, ma ciò vuol dire moderarsi su certi temi e cercare di rimanere più sul leggero. In questo caso si è scelta la seconda strada, e come fan non ne sono troppo felice, ma come economista… la capisco.
Il sesso non c’è più, o meglio, c’è ma passa in secondo piano. Il protagonista è l’amore. Si passa a “Love and the City”. Amare per sempre, amare la persona giusta per te, amare se stessi, amare il proprio amore, amare, amare, amare. Un po’ una palla… fortuna che c’è Samantha l’irriducibile!!!! Il personaggio di Samantha fortunatamente non si smentisce e si passa il film ad aspettare i momenti in cui c’è lei, per un po’ di sano divertimento (rileggendo mi rendo conto che la frase si offre a diverse interpretazioni.. sono proprio un porcùn ^_^). Sembra che Kim Cattrall, l’attrice che interpreta samantha avesse rifiutato per il basso compenso di fare il film; bè… hanno fatto benissimo a pagarla di più.
Chi va a vedere il film si aspetta che le quattro protagoniste debbano affrontare diversi nuovi problemi, ma non è così: Charlotte non ha nessun problema, è felice e se la gode. Samantha ha forse qualche piccolo screzio. che poi risolve, ma viene poco approfondito. Solo Carrie e Miranda hanno problemi seri…

Il film l’ho trovato a tratti femminista, ma me lo aspettavo. Dopo neanche 2 minuti assisto al primo bacio gay, poi ci sono le chiappe di un uomo, il pene di un uomo, altre chiappe di un uomo… e poi le donne si lamentano che non ci sono film che trattano gli uomini come oggetti…
Il film mi è piaciuto, ma avrei preferito una struttura a 4 episodi con lo stesso ritmo del telefilm, molti più abiti griffati e 30 minuti in meno di film, ma ovviamente non si può avere tutto dalla vita.

Concludo, confermando alle signore la presenza di Jason Lewis (alia Smith), e dato che sono un uomo:
W BIG, W GLI UOMINI STRONZI!!! ^_^
Un film che non lascia delusi. 21 racconta la storia di un ragazzo/genio che dopo il MIT vuole fare medicina ad harvard… ma gli studi costano… 300.000 dollari. Allroa cosa fare? Semplice imparare a contare le carte e grazie all’aiuto di un suo professore andare a sbancare Las vegas… ma poi…
Il film è ben strutturato e non annoia in nessun momento. Kevin Spacey e Laurence Fishburne (si, esatto… Morpheus), sono davvero bravi… (tra l’altro KS sembra il mio professore di marketing territoriale)

84/110
Un vero e proprio libro di filosofia sul personaggio che più mi affascina nel mondo dei telefilm. Il libro è complesso, d’altra parte parla di filosofia, ma è capibile (con un po’ di impegno). Il libro è scritto dal collettivo filosofico Blitris che affronta i temi dell’etica, logica e epistemologia del cinico medico.
Il libro è bello, ma non adattissimo per rilassarsi prima di andare a dormire.
Voto 75/110
Il film è tratto da un’opera fantasy che sto pensando di leggere. L’ho trovato molto bello, con buoni effetti speciali e un Daniel Craig che ho preferito qui piuttosto che come James Bond (e non mi era dispiaciuto, anche se Connery… ma non divaghiamo). Purtroppo non posso dire se la trasposizione da libro a film è fedele… ma resta il fatto che mi è piaciuta un sacco. In particolare l’animazione del parlato degli orsi è stata resa molto bene.. oramai con il pc si fanno delle vere e proprie opere d’arte…

Voto 82/110